2009
4
dicembre

L’amico Marc ci scrive…

Oggi ho aperto la mia pagina di Facebook e ho trovato subito, a livello occhi, la lettera aperta di Marc Zucherberg, il fondatore di Facebook, agli utenti del suo network. La curiosità si è subito impadronita di me e sono corsa a leggerla. Dateci una letta pure voi!! ;-P

Riassumendo, ve la faccio breve, Marc ci ringrazia del nostro sostegno e della nostra voglia di condividere, ma dato che ci vuole bene ha deciso di fare 2 cose per noi: 1) togliere le reti geografiche, e 2) ancora una volta ci viene incontro nelle tutela della nostra sacra e inviolabile privacy. Un’anima pia!

Toglie le reti geografiche perché non sono più significative e non sia mai che la corsa verso la conquista del mondo globalizzato venga fermata; inoltre ci tutela maggiormente, semplificando e riunendo in un’unica pag tutte le impostazioni relative alla privacy che vengono richieste ogni qualvolta si decide di aggiungere un’applicazione.

Molti, a causa di loro leggerezze, hanno perso il lavoro, fidanzati/e a causa dell’amato/odiato fb, e spesso sono presi dalla voglia di fare causa a facebook, convinti che la soluzione stia tutta lì. Vi è poi un rimando al progetto vero e proprio che spiega i principi base su cui si fonda: CONTROLLO, SEMPLICITA’, CONNESSIONE. Il prodotto della mente di Zucherberg è spesso preso di mira perché accusato di andare contro la privacy, di rovinare la famiglia e le relazioni sociali reali, di farsi portatore di fenomeni paranormali, come la resurrezione di un morto! Ho sentito al Tg questo fatto: una ragazza voleva solo far rivivere il suo defunto fidanzato, e così ha deciso di farlo resuscitare, continuando a farlo vivere on line. Perciò il defunto su fb esisteva ancora!! …Anche se romantica come cosa, va anche questa contro la privacy; per non parlare dei casi in cui qualcuno si spaccia per qualcun altro, rubandogli l’identità, arrivando a diffamare un povero inconsapevole. Scherzi a parte, esiste veramente su fb un’applicazione per scoprire gli utenti morti ovviamente morti solo on line! E allora ancora grazie Marc!

La verità è che facebook è un passatempo, un modo per chiacchierare, un bar virtuale, caratterizzato da divertimento, simpatia e goliardia. Questo è ciò che è, o almeno è lo spirito con cui era nato. La lettera che Marc ci ha inviato mostra voglia di condivisione, rispetto e legalità. Ma c’è sempre qualcuno che pensa, chissà se a torto o no, che non è tutto oro ciò che luccica…

2 Commenti a “L’amico Marc ci scrive…”

  1. Proudence scrive:

    Beh, chi invidia sparla (o fa causa se ci si impunta).
    E chi parte da una buona idea, non è detto che per far soldi non perda di vista gli entusiasmi iniziali ed innocenti.
    Ma è un limite dell’uomo questo, fino a quanto possiamo biasimarlo?
    L’ossasione fa l’uomo ladro, o imprenditore più o meno di successo.
    Grazie per la condivisione.
    Proue

  2. Geom Alfieri scrive:

    Ottime osservazioni… e l’ironia è ben giustificata. Dico la mia…
    Sarà che il buon Mr Facebook si è reso conto che Google e Twitter riescono a contestualizzare gli annunci pubblicitari sulle conversazioni degli utenti? in Facebook si son resi conto di non riuscire a “targhetizzare” i messaggi pubblicitari sui pesciolini, quiz idioti e farmville allo stesso modo? E sarà mica che dietro all’abbattimento delle reti geografiche si punta a ciò di cui la gente parla, togliendo il vincolo tradizionale di “mi leggono solo i miei amici”? Ciò che dici diventa il contesto per creare amicizie… dialoghi aperti, ricercabili e divulgabili… si chiama “folksonomy” http://it.wikipedia.org/wiki/Folksonomia ed è uno dei principi del Web 2.0 (nulla di nuovo). Contestualizzare le conversazioni eliminando le barriere è molto più venddibile sia agli investitori di advertising che agli azionisti.
    Ringraziamo il Buon Mark per averci tra le righe detto che ci vuol spremere come limoni! Buon Natale anche a lui, che gli vada di traverso il panettone ;-)

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