2010
29
aprile

Venditore – Acquirente: la lista per la felicità di entrambi

Questo articolo non è mio.

L’ho trovato un internet e pare sia una traduzione di un altro articolo, i cui autori sono, secondo il mio sito di riferimento, Robin Good e Daniele Bazzano.
In origine il suo titolo era “Online Marketing: How to win your customer trust”, ovvero”Marketing Online: Come conquistare la fiducia del cliente.
Ebene, è proprio un elenco di cose da fare e da non fare, probabilmente messo a punto da chi di marketing etico e consapevole se ne intende davvero.
Ho deciso di riportarlo qui, e di non parafrasarlo nè cambiarlo in alcun modo, perchè secondo me dentro queste semplice parole sta il senso del marketing corretto di oggi.
Buona lettura.
Proue

1. DARE

Dai Sempre Più di Quello Che Ricevi

Offri un valore extra. Per qualcuno questo potrebbe voler dire “offrire molte cose“. Per altri può vuol dire semplicemente offrire un valore REALE ai clienti, qualcosa in più di quelle che sono le aspettative “standard“. Questo si può fare in diversi modi:

  • offrendo di più di quello che il cliente si aspetta,
  • offrendo alcuni bonus extra,
  • offrendo un supporto gratuito,
  • ampliando il servizio e in tanti altri modi possibili.

Si tratta della famosa filosofia del “dare di più“.
Fai Regali di Grande Valore

Offri gratuitamente qualcosa di grande utilità, qualcosa che incarni i tuoi prodotti e il tuo desiderio di soddisfare i bisogni dei tuoi clienti oltre le loro aspettative.

Offri un Test di Prova

Dai sempre l’opportunità di provare i tuoi prodotti e i tuoi servizi. Non permettere ai tuoi potenziali clienti di provare direttamente i tuoi prodotti indica che hai qualcosa da nascondere.

Fai in Modo Che il Tuo Cliente si Senta Speciale

Fai qualcosa di speciale per i tuoi clienti. Fare un regalo o un dono fa sempre bene. Trova il tempo di scrivere un articolo informale per aiutare i tuoi clienti su qualcosa di problematico o semplicemente per condividere qualcosa di utile che hai scoperto da solo.
Tratta Bene il Tuo Cliente Come Fai Con il Tuo Cane

Tratta i tuoi (potenziali) clienti al meglio e fagli delle feste ogni volta che li incontri, come fanno le persone con il proprio cane ogni volta che ritornano a casa – funziona!!!!
2. ASCOLTARE

Ascolta Attentamente

Ascolta le necessità dirette e indirette.

Non imporre le tue soluzioni ai tuoi clienti. Ascolta e comprendi ciò che davvero stanno cercando di ottenere e fai in modo di riuscire a dargli quello che cercano.

Ripeti quello che la persona ti sta dicendo in modo da essere certo di aver capito le sue esigenze.

Ascolta i messaggi che provengono dalle sue emozioni, non solo le necessità specifiche del caso.

Fai attenzione agli stereotipi.

Permetti al Cliente di Condividere Storie ed Esperienze

I clienti potenziali hanno spesso grandi idee e storie da condividere. Proponigli un modo per farlo e utilizza le loro storie migliori per far sapere ai tuoi clienti quello che possono aspettarsi da te.

Dai Spazio Alle Critiche

Dai il benvenuto alle critiche e sfruttale per migliorare.

Apriti ai clienti e consentigli di suggerirti nuove idee per migliorare il tuo prodotto.

Utilizza un servizio integrato di feedback contestuali comeuservoice.comgetsatisfaction.com.
Non Cercare di Vendere, Concentrati Sull’Ascoltare e Aiutare i Tuoi Clienti

Alla gente non piace quando qualcuno cerca apertamente di vendere qualcosa, a meno che non lo richiedano esplicitamente. Ecco perché il tuo obiettivo deve essere quello di ascoltare e comprendere qual è il vero problema dei tuoi potenziali clienti. Cerca di aiutarli in modo sincero senza cercare a tutti i costi di vendere loro qualcosa.

Fallo perché vuoi aiutare coloro che fanno parte della tua nicchia di mercato. Se loro riceveranno aiuto, acquisiranno fiducia in te e ti chiederanno dove possono comprare quello che vendi.

3. DIVENTA UN MODELLO

Non Dare Mai un Consiglio e Poi Fare il Contrario

Comportati seguendo quello che dici. Consiglia di fare quello che davvero faresti tu.

L’onesta è sempre la migliore politica.
Inizia Sempre Con l’Intenzione di Dare e Servire

Questo dovrebbe essere il tuo punto di partenza. Non vendere. Aiutare deve essere la tua missione primaria.

Migliora Grazie Agli Esempi

Sii un modello.

Condividi i tuoi consigli nel tuo blog, nella tua rete di contatti e nel tuo business. Sii coerente con quello che dici.

Cresci Con Umiltà

Sii un leader a disposizione degli altri, chiedendo loro: “Come posso aiutarvi – invece che – Come posso avere successo?

Condivi, offri un supporto, ispira, incoraggia, guida.
Conosci i Tuoi Concorrenti Come le Tue Tasche

I clienti adorano avere un venditore esperto e appassionato. Qualcuno che conosca tutti i prodotti sul mercato, le differenze, i punti forti e le debolezze di ognuno di questi.

I concorrenti sono anche una risorsa enorme da cui trarre ispirazione. Spesso hanno idee geniali prima di te, sbagliano come tu sbagli ed è quindi utile cercare di conoscere e imparare dalle loro esperienze.

Più ignori i tuoi concorrenti, più i tuoi clienti ignoreranno te.
4. SII TRASPARENTE

Mostra COME Fai Quello Che Fai

I tuoi clienti attuali e quelli futuri desiderano vedere realmente come crei / modifichi / produci le cose che offri. Permettigli di vedere quanta passione, abilità e competenze ci metti dentro.

Quando Non Puoi Vendere i Tuoi Prodotti Offri Dei Consigli

Se non possiedi quello che i tuoi potenziali clienti stanno cercando, non mandarli via. Proponigli una soluzione alternativa, anche se questo significa mandarlo da un tuo concorrente. Dimostra che ti interessa davvero trovare una soluzione ai loro problemi e non solo fare soldi.
Pubblica tu Stesso

Creati un luogo dove pubblicare regolarmente le tue risorse, le tue conoscenze (Twitter, un blog, una pagina o un gruppo di Facebook,TumblrClaimID, etc…)

Condividi liberamente le tue conoscenze grazie a questi nuovi strumenti di comunicazione invece di cercare di farti bello. Questo dimostrerà al tua attitudine a condividere le conoscenze e a collaborare con gli altri. In questo modo i tuoi potenziali clienti otterranno una dimostrazione del tuo impegno in quel settore specifico. Inoltre mostrerai la tua volontà di trovare una soluzione ai problemi!

Condivi non soltanto il tuo flusso di dati (risultati di una ricerca, Digg, bookmark, link) = informazioni, ma anche il tuo network di contatti e risorse fidate e di valore = persone.

Riconosci Quando Abbandonare

Se non hai quello di cui hanno bisogno i tuoi clienti e quello che fanno i tuoi concorrenti, lascia che i tuoi clienti sappiano. Loro te ne saranno grati e se ritorneranno un’altra volta avrai guadagnato la loro fiducia.

2010
11
gennaio

Nasce: Area Studenti LEN!!

Ciao ragazzi!!
Innanzitutto buon 2010 a tutti!! Vi auguro un anno fantastico e ricco di soddisfazioni.
Anno nuovo, iniziative nuove!!
Il nostro Geom. Alfieri, una mente in continuo femento, ha creato un gruppo su linkedin LEN 2.0. A questo è legato un sottogruppo AREA STUDENTI LEN che servirà a noi e avoi per parlare discutere e confrontarci!!
Se siete interessati iscrivetevi sia al gruppo principale che al sottogruppo…
E poi non dimenticate che linkedin è un ottimo mezzo per farsi trovare!!

Stefania

2010
5
gennaio

Aziende Italiane e Social Network

Qualche tempo fa parlavamo di Social Network e l’utilizzo degli stessi da parte delle aziende a scopi per lo più pubblicitari.
Essendo internet la mia fonte principale di ispirazione questa mattina mi sono messa in testa di recuperare del materiale per confrontare i vari “esperimenti” di aziende italiane in quest’ottica.
Un modo come un altro per dare un po’ di fiducia alle realtà imprenditoriali nazionali e non accodarmi per una volta al coro di chi critica l’Italia perché è sempre un passo indietro.
Ebbene: un blog, proprio come questo, mi ha aperto un mondo nuovo.
Si chiama Tsw.it e raccoglie le segnalazioni da parte di utenti che hanno scovato casi di utilizzo di social network  e blogging da parte di imprese italiane di dimensioni medio-grandi.
Si tratta quindi di realtà che hanno fatturati sensibili e che, si immagina, non puntino ai social network con il solo obbiettivo di ottenere aumenti di entrate.
 L’elenco che ho trovato su questo blog purtroppo è aggiornato a fine Maggio del 2008 ma i marchi inseriti credo siano rappresentativi di uno spaccato dell’imprenditoria italiana, essendo appartenenti a molteplici tipologie di prodotto, inclusi anche molti servizi.
C’è di tutto davvero, dalle case automobilistiche (alfa Romeo o Ferrari), all’abbigliamento (Diesel, Benetton, Coin), alle agenzie immobiliari (Gruppo Toscano) alle associazioni no-profit (FAI) ed emittenti radiofoniche e televisive (Rai, Radio dee Jay, Sky) e l’elenco potrebbe andare avanti per molto.
I social network più utilizzati sono senza dubbio Facebook e Youtube, ma non mancano Flickr, Second Life, Twitter e Blog personali (personali intesi come “fatti da persone”, non certo “intimi”…).
Gli esempi che ho elencato qui sopra si riferiscono alla creazione di pagine e spazi da parte delle aziende stesse, a cui resta la gestione ed il potere decisionale ultimo.
Caso diverso invece quello delle pagine e dei contenuti “user generated” ovvero create e gestite da utenti semplici, non legati in alcun modo all’azienda di cui, in un certo senso diventano portavoce, nel bene o nel male.
A quanto pare anche questo ambito, per quanto nato per pura passione di degli utenti finali, è diventato degno di interesse e speculazione.
Sul sito zoopa.com, una piattaforma di User Generated Adversiting è possibile per le stesse aziende approfittare e spronare questo andazzo di gente che ha tempo e voglia (oltre che le capacità creative) per osannare i propri prodotti preferiti.
In questo sito infatti le aziende interessate possono aprire dei contest in cui invitare gli utenti a realizzare spot video, grafiche, banner pubblicitari, spot radio oppure scrivendo una sceneggiatura. Per i più bravi ci sono in palio delle somme in denaro.
Sembra un po’ un mix tra concorso ed un engagement, ma pare che la cosa susciti parecchio interesse da parte di realtà anche ben posizionare sul mercato: il sito infatti cita  TomTom, Nestlè, MINI, Best Western, Invicta, ENEL, Agos, Citroen, Rai.tv, Pago come clienti soddisfatti.
Insomma, per questa volta sto buona, sembra che qualche scossone all’Italia sia arrivato, in termini di idee innovative. Si sta avvicinando il momento in cui chi và a cercare il mondo all’estero finalmente si ricorda di portarne un pezzetto in Patria?

2009
24
dicembre

Guerriglia Marketing

E’ stato spiegato molto seriamente dalla prof.ssa di Comunicazione pubblicitaria, ma è riuscito a far sorridere di cuore la prof.ssa di Inglese.
Parlo del Guerrilla Marketing, una ” forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali” (scopiazzo da Wikipedia.it).
Un giornale che amo molto, FOCUS, questo mese ci ha scritto un bell’articolo sopra, in collaborazione con Elisabetta Pittana, copywriter di una notissima agenzia di pubblicità a Roma.
Con un certosino lavoro di Addobe Fine Reader vi riporto l’articolo qui sotto e, se la paginetta vi ha stimolato la curiosità, in fondo troverete una video raccolta di guerriglia marketing postata su Youtube.

Approfitto, data la mancata ultima lezione dell’anno, per fare a tutti gli auguri di serene festività.

All’anno prox
Proue

Articolo estratto da FOCUS n. 207 – gennaio 2010

 

CHI è?
<<Migliaia di perso­ne lo sognano, ma nessuno sa chi sia. Su Inter­net si moltiplicano le teorie sulla sua identità. E il mondo gli da la caccia». Così il quotidiano La Stampa dava notizia, lo scorso ottobre, di un fenomeno nuovo e misterioso. Ogni notte, nel mon­do, milioni di persone sognereb­bero la stessa persona: un uomo che nessuno conosce ma che, dalle descrizioni, appare avere le stesse caratteristiche. Linea­menti morbidi, capelli corti (con un probabile riporto sulla nuca), labbra sottili e sopracciglia folte e congiunte. Nessuno sa come si chiami o da dove venga, ma tutti – si dice – continuano a vederlo in sogno.

 

Da New York al mondo

Il fenomeno è stato segnalato la prima volta dal quotidiano tedesco Bild: nel 2006, scriveva, una donna di New York aveva raccontato al suo psichiatra di avere fatto un sogno con un uo­mo bizzarro. L’uomo del sogno tornava tutte le notti per darle consigli sulla sua vita. Era così ossessionata che ne fece un ri­tratto e lo lasciò sulla scrivania del medico. Nei giorni successi­vi, quel disegno catturò l’atten­zione di altri pazienti che rive­larono di avere sognato lo stesso uomo. Ben presto, lo psichiatra contattò alcuni colleghi e scoprì che la faccia dello sconosciuto aveva animato il sonno di mi­gliaia di persone nel mondo.

Poco dopo nacque un sito, this-man.org (dall’inglese “questo uomo”), dove tuttora si chiede ai visitatori: “Avete mai sogna­to quest’uomo?” e si cercano spiegazioni al fenomeno.
Alcu­ni ipotizzano che il volto dello sconosciuto sia un’immagine-archetipo: farebbe cioè parte di un bagaglio culturale inconscio comune a tutti gli uomini, nel quale sono racchiuse tutte le esperienze della nostra specie.
Altri, invece, ritengono che l’uo­mo sia l’incarnazione dei sogni. C’è anche chi crede che sia un essere umano capace di introdursi nella mente degli altri per manipolarla. E c’è chi pensa che possa essere il volto di Dio.

Ma se non ci si lascia prendere da facili entusiasmi e, più prosaicamente, si va ad accertare l’in­testatario del sito, si scopre che thisman.org è registrato da Andrea Natella, direttore creativo di un’agenzia di Roma specializ­zata in “guerrilla marketing”. 

 

 Campagne d’assalto 

«II guerrilla marketing (v. Focus n° 175) è una strategia di pubblicità non convenzionale» dice Elisabetta Pittana, copywri­ter dell’agenzia di pubblicità Ar­mando Testa a Roma. «Invece di comprare inserzioni su stampa, radio e tv, riesce ad avere visi­bilità sui media senza pagare ma suscitando tanta curiosità o scalpore da essere notata dai giornalisti ed essere pubblicata come notizia».

Un’altra agenzia romana spe­cializzata in questo genere di attività, e che si chiama appunto “guerrillamarketing.it”, ha crea­to diverse campagne riuscite. Per il ciclo di Jurassic Park ha disposto per le strade di Milano, Roma e Napoli una serie di coproliti: enormi escrementi (finti) di di­nosauri. Per un programma tv di Discovery Channel, sono stati applicati adesivi speciali negli urinatoi dei locali più trendy di Milano e Roma: gli adesivi mostravano il logo del programma solo quando si faceva pipì.

«La regola d’oro del guerrilla marketing è spendere poco e ottenere molto» dice Arnald, copywriter della rete creativa WorldWildWeb. «L’obiettivo è ottenere spazio sui media, senza pagare un centesimo. La scorsa estate avevamo ideato una cam­pagna per sollevare interesse sul tema delle morti sul lavoro. Abbiamo steso un manichino sulla spiaggia libera di Ostia e l’ab­biamo coperto con un lenzuolo. In un cartello accanto si poteva leggere: “Senza la giusta prote­zione, sul lavoro ci lasci la pel­le”. Era volutamente scioccante: infatti il sito di Repubblica.it ha parlato di noi e altri l’hanno se­guito. Volevamo regalare questa campagna alla CgU, ma non ci hanno nemmeno risposto. Con 100 euro abbiamo guadagnate 50.000 euro di spazi».
Il termine guerrilla marketing è stato coniato dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson, che nel 1984 ne fece il titolo di un libro, diventato poi la Bib­bia del settore.

 

Streghe, Ufo e banditi 

Uno dei primi esempi di que­sta tecnica è la leggenda me­tropolitana lanciata in Rete nel 1999, e poi ripresa dai giornali, in cui si raccontava di 4 cinea­sti scomparsi in una foresta del Maryland 5 anni prima e di cui

- si diceva – erano state ritrovate le drammatiche riprese.

Poco tempo dopo, uscì al cine­ma il film The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair. Era un horror costato 500.000 dollari: grazie al battage pubblicitario, fruttò quasi 250 milioni di dolla­ri ai botteghini.

«Come molte altre categorie del marketing, “guerrilla” è in realtà un’etichetta appiccicata a posteriori a una tecnica che è sempre stata usata, più o meno consapevolmente» spiega Pittana. «In fondo, anche le mani­festazioni di piazza sono una forma di guerrilla marketing».

In Italia, il guerrilla marketing è arrivato nei primi anni 2000, sulla scia di “beffe mediatiche” sperimentate sotto il nome col­lettivo Luther Blissett. Alcuni componenti di Luther Blissett diedero poi vita a Roma a “guerrigliamarketing.it”, la prima agenzia italiana ad avere ap­plicato la strategia nel mercato italiano.

Con risultati notevoli:  nel­l’estate del 2001 apparvero, nel parcheggio dell’Aquafan di Riccione, 3 cerchi di 2 metri di dia­metro l’uno. Subito si scatenò tra gli ufologi e sui giornali l’ipotesi di un atterraggio extraterrestre. Era invece una campagna di promozione turistica commis­sionata a guerrigliamarketing.it dal Comune: “Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra” era lo slogan. Secondo una ricerca della Facoltà di Scienze della Co­municazione di Roma il valore dell’operazione, a costo zero, ri­sultò stimabile in 200.000 euro.

 

Cattivo gusto? 

Non sempre, però, l’effetto è quello desiderato. Un caso con­troverso è stata la campagna di Sky a supporto della serie Ro­manzo criminale, ispirata alle ge­sta della banda della Magliana, gruppo fuorilegge attivo a Roma negli anni ‘80. Per lanciare la se­rie tv, furono piazzati davanti al Palazzo della Civiltà italiana di Roma alcuni busti che riproducevano 4 appartenenti alla banda. L’operazione suscitò l’intervento del sindaco Gianni Alemanno che la definì «un’operazione di cattivo gusto». «Ciò che carat­terizza il guerrilla marketing è la dimensione di viralità: crea interesse in chi ne viene a cono­scenza, scatenando il desiderio di informare altri» continua Pittana. «La notizia, quindi, si dif­fonde in maniera esponenziale, come un virus. Anche grazie a un alone di mistero: il marchio non viene svelato subito, per te­nere viva la curiosità».

 

Statistica dei creduloni 

Dunque, anche “l’uomo dei sogni” è un esempio, senz’altro tra i più riusciti, di guerrilla marketing. Ma che cosa intende promuovere? L’agenzia che ha registrato il sito thisman.org, contattata da Focus, non ha con­fermato né smentito nulla.

«Prima che si diffondesse il guerrilla marketing, avrei defi­nito questa campagna una burla diffusa via Internet, come i famo­si “bonsai kitten” (un finto sito che vendeva “gattini bonsai” in bottiglia, ndr)» conclude Pittana. «Oggi, però, il fatto che il domi­nio thisman.org sia intestato a un’agenzia di guerrilla non mi stupisce.
Anche se questa campagna non fosse stata ideata per lanciare un prodotto, sarebbe comunque un’ottima operazio­ne autopromozionale: l’agenzia di marketing mostra che riesce a far parlare di sé. Ma l’uomo dei sogni potrebbe anche essere un “esperimento sociale”, ideato per vedere quante persone cre­dono a una leggenda metropolitana.>> Se le cose stanno così, o se si tratti di una beffa globale, dovremmo scoprire presto  come andrà a finire.