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	<title>Corso IFTS 2009</title>
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		<title>I 10 comandamenti(del Marketing non Convenzionale)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 15:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e Dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[Torno dopo un pò su questo blog, dopo una serie di vicissitudini che mi hanno fatto ricordare quanto fosse tremendamente lunga l&#8217;Italia.
E, in un attimo di studio/relax, i miei occhi si sono fermati su un articolo postato in un sito di Ninja Marketing, dove i fautori diffondono la parola del Marketing Non Convenzionale.
Io posso essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno dopo un pò su questo blog, dopo una serie di vicissitudini che mi hanno fatto ricordare quanto fosse tremendamente lunga l&#8217;Italia.</p>
<p>E, in un attimo di studio/relax, i miei occhi si sono fermati su un articolo postato in un sito di Ninja Marketing, dove i fautori diffondono la parola del Marketing Non Convenzionale.</p>
<p>Io posso essere di parte perchè adoro questo sito e ci capito spesso più per volontà che per caso&#8230; ma vi posto l&#8217;estratto di un  testo, scritto nel 2006 dai fondatori di Ninja Marketing, perchè ragazzi, secondo me questi due geni hanno capito veramente tutto&#8230;<br />
E menomale che questo tutto non se lo tengono solo per loro.</p>
<p>Di seguito troverete la versione testuale in italiano, ma se siete almeno un pochino padroni dell&#8217;inglese, godetevi anche il video. Si tratta di un prodotto molto originale è che, per le mie tendenze spiritual/allucinate, ho apprezzato davvero tanto.</p>
<p>Buona lettura con:<br />
I principi fondamentali della &#8220;Sacra scuola del Marketing non Convenzionale&#8221;.</p>
<p><strong>I 10 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA “SACRA SCUOLA DEL MARKETING NON-CONVENZIONALE”</strong></p>
<p><em>(Iscritto in questa forma il 25 dicembre dell’anno 2006 da Alex Giordano e Mirko Pallera, fondatori di NinjaMarketing)</em></p>
<ol>
<li><strong>Dal Brand DNA al Viral DNA</strong><br />
Progetta la natura virale del tuo brand, prima di ogni cosa.</li>
<li><strong>Dai Target alle Persone</strong><br />
Non ci sono target da colpire, ma persone con cui risuonare.</li>
<li><strong>Dagli Stili di Vita ai Momenti di Vita</strong><br />
Esci dall’ufficio ed entra nelle tribù e nei loro momenti di vita.</li>
<li><strong>Dalla Brand Awareness alla Brand Affinity</strong><br />
Non puoi piacere a tutti. Scegli e alimenta le tue affinità.</li>
<li><strong>Dalla Brand Image alla Brand Reputation</strong><br />
Non costruirti un’immagine, conquistati una buona reputazione.</li>
<li><strong>Dall’Advertising all’Advertainment</strong><br />
Non cercare di persuadere, ma diverti e stimola la conversazione.</li>
<li><strong>Dal Media Planning al Media Hunting</strong><br />
Cambia il tuo media planner con un “cool hunter” della comunicazione.</li>
<li><strong>Dal Broadcasting al Narrowcasting</strong><br />
Non ci sono solo i mezzi di massa, pensa a quanto è lunga la coda.</li>
<li><strong>Dal Market Position al Sense Providing</strong><br />
Non cercare un posizionamento sul mercato, ma il tuo senso nella società.</li>
</ol>
<p>10.  <strong>Dal Fare Comunicazione all’ Essere la Comunicazione!</strong><br />
Quello a cui devi sempre aspirare è la coerenza dall’inizio alla fine.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Venditore &#8211; Acquirente: la lista per la felicità di entrambi</title>
		<link>http://www.lenstrategy.com/iftsagro/blog/2010/04/venditore-acquirente-la-lista-per-la-felicita-di-entrambi/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e Dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Box]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerriglia Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo articolo non è mio.
L&#8217;ho trovato un internet e pare sia una traduzione di un altro articolo, i cui autori sono, secondo il mio sito di riferimento, Robin Good e Daniele Bazzano.
In origine il suo titolo era &#8220;Online Marketing: How to win your customer trust&#8221;, ovvero&#8221;Marketing Online: Come conquistare la fiducia del cliente.
Ebene, è proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo non è mio.</p>
<p>L&#8217;ho trovato un internet e pare sia una traduzione di un altro articolo, i cui autori sono, secondo il mio sito di riferimento, Robin Good e Daniele Bazzano.<br />
In origine il suo titolo era &#8220;Online Marketing: How to win your customer trust&#8221;, ovvero&#8221;Marketing Online: Come conquistare la fiducia del cliente.<br />
Ebene, è proprio un elenco di cose da fare e da non fare, probabilmente messo a punto da chi di marketing etico e consapevole se ne intende davvero.<br />
Ho deciso di riportarlo qui, e di non parafrasarlo nè cambiarlo in alcun modo, perchè secondo me dentro queste semplice parole sta il senso del marketing corretto di oggi.<br />
Buona lettura.<br />
Proue</p>
<p><strong>1. DARE</strong></p>
<p><strong>Dai Sempre Più di Quello Che Ricevi</strong></p>
<p><strong>Offri un valore extra</strong>. Per qualcuno questo potrebbe voler dire &#8220;<em>offrire molte cose</em>&#8220;. Per altri può vuol dire semplicemente offrire un valore REALE ai clienti, qualcosa in più di quelle che sono le aspettative &#8220;<em>standard</em>&#8220;. Questo si può fare in diversi modi:</p>
<ul>
<li><strong>offrendo di più</strong> di quello che il cliente si aspetta,</li>
<li><strong>offrendo alcuni</strong> bonus extra,</li>
<li><strong>offrendo un supporto gratuito</strong>,</li>
<li><strong>ampliando il servizio</strong> e in tanti altri modi possibili.</li>
</ul>
<p>Si tratta della famosa filosofia del &#8220;<em>dare di più</em>&#8220;.<br />
<strong>Fai Regali di Grande Valore</strong></p>
<p><strong>Offri gratuitamente</strong> qualcosa di grande utilità, qualcosa che incarni i tuoi prodotti e il tuo desiderio di soddisfare i bisogni dei tuoi clienti oltre le loro aspettative.</p>
<p><strong>Offri un Test di Prova</strong></p>
<p><strong>Dai sempre l&#8217;opportunità</strong> di provare i tuoi prodotti e i tuoi servizi. Non permettere ai tuoi potenziali clienti di provare direttamente i tuoi prodotti indica che hai qualcosa da nascondere.</p>
<p><strong>Fai in Modo Che il Tuo Cliente si Senta Speciale</strong></p>
<p><strong>Fai qualcosa di speciale per i tuoi clienti</strong>. Fare un regalo o un dono fa sempre bene. Trova il tempo di scrivere un articolo informale per aiutare i tuoi clienti su qualcosa di problematico o semplicemente per condividere qualcosa di utile che hai scoperto da solo.<br />
<strong>Tratta Bene il Tuo Cliente Come Fai Con il Tuo Cane</strong></p>
<p><strong>Tratta i tuoi (potenziali)</strong> clienti al meglio e fagli delle feste ogni volta che li incontri, come fanno le persone con il proprio cane ogni volta che ritornano a casa &#8211; funziona!!!!<br />
<strong>2. ASCOLTARE</strong></p>
<p><strong>Ascolta Attentamente</strong></p>
<p><strong>Ascolta le necessità</strong> dirette e indirette.</p>
<p><strong>Non imporre</strong> le tue soluzioni ai tuoi clienti. Ascolta e comprendi ciò che davvero stanno cercando di ottenere e fai in modo di riuscire a dargli quello che cercano.</p>
<p><strong>Ripeti quello che la persona</strong> ti sta dicendo in modo da essere certo di aver capito le sue esigenze.</p>
<p><strong>Ascolta i messaggi che provengono dalle sue emozioni</strong>, non solo le necessità specifiche del caso.</p>
<p><strong>Fai attenzione agli stereotipi</strong>.</p>
<p><strong>Permetti al Cliente di Condividere Storie ed Esperienze</strong></p>
<p><strong>I clienti potenziali</strong> hanno spesso grandi idee e storie da condividere. Proponigli un modo per farlo e utilizza le loro storie migliori per far sapere ai tuoi clienti quello che possono aspettarsi da te.</p>
<p><strong>Dai Spazio Alle Critiche</strong></p>
<p><strong>Dai il benvenuto alle critiche</strong> e sfruttale per migliorare.</p>
<p>Apriti ai clienti e consentigli di suggerirti nuove idee per migliorare il tuo prodotto.</p>
<p><strong>Utilizza un servizio integrato</strong> di feedback contestuali come<a href="http://www.uservoice.com">uservoice.com</a> o <a href="http://www.getsatisfaction.com">getsatisfaction.com</a>.<br />
<strong>Non Cercare di Vendere, Concentrati Sull&#8217;Ascoltare e Aiutare i Tuoi Clienti</strong></p>
<p><strong>Alla gente non piace quando qualcuno</strong> cerca apertamente di vendere qualcosa, a meno che non lo richiedano esplicitamente. Ecco perché il tuo obiettivo deve essere quello di ascoltare e comprendere qual è il vero problema dei tuoi potenziali clienti. Cerca di aiutarli in modo sincero senza cercare a tutti i costi di vendere loro qualcosa.</p>
<p>Fallo perché vuoi aiutare coloro che fanno parte della tua nicchia di mercato. Se loro riceveranno aiuto, acquisiranno fiducia in te e ti chiederanno dove possono comprare quello che vendi.</p>
<p><strong>3. DIVENTA UN MODELLO</strong></p>
<p><strong>Non Dare Mai un Consiglio e Poi Fare il Contrario</strong></p>
<p><strong>Comportati seguendo quello che dici</strong>. Consiglia di fare quello che davvero faresti tu.</p>
<p><strong>L&#8217;onesta è sempre</strong> la migliore politica.<br />
<strong>Inizia Sempre Con l&#8217;Intenzione di Dare e Servire</strong></p>
<p><strong>Questo dovrebbe essere il tuo punto di partenza</strong>. Non vendere. Aiutare deve essere la tua missione primaria.</p>
<p><strong>Migliora Grazie Agli Esempi</strong></p>
<p><strong>Sii un modello</strong>.</p>
<p><strong>Condividi i tuoi consigli</strong> nel tuo blog, nella tua rete di contatti e nel tuo business. Sii coerente con quello che dici.</p>
<p><strong>Cresci Con Umiltà</strong></p>
<p><strong>Sii un leader a disposizione degli altri</strong>, chiedendo loro: &#8220;<em>Come posso aiutarvi &#8211; invece che &#8211; Come posso avere successo?</em>&#8221;</p>
<p><strong>Condivi, offri un supporto</strong>, ispira, incoraggia, guida.<br />
<strong>Conosci i Tuoi Concorrenti Come le Tue Tasche</strong></p>
<p><strong>I clienti adorano avere un venditore esperto e appassionato</strong>. Qualcuno che conosca tutti i prodotti sul mercato, le differenze, i punti forti e le debolezze di ognuno di questi.</p>
<p>I concorrenti sono anche una risorsa enorme da cui trarre ispirazione. Spesso hanno idee geniali prima di te, sbagliano come tu sbagli ed è quindi utile cercare di conoscere e imparare dalle loro esperienze.</p>
<p><strong>Più ignori</strong> i tuoi concorrenti, più i tuoi clienti ignoreranno te.<br />
<strong>4. SII TRASPARENTE</strong></p>
<p><strong>Mostra COME Fai Quello Che Fai</strong></p>
<p><strong>I tuoi clienti attuali e quelli futuri</strong> desiderano vedere realmente come crei / modifichi / produci le cose che offri. Permettigli di vedere quanta passione, abilità e competenze ci metti dentro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quando Non Puoi Vendere i Tuoi Prodotti Offri Dei Consigli</strong></p>
<p><strong>Se non possiedi quello che i tuoi potenziali clienti</strong> stanno cercando, non mandarli via. Proponigli una soluzione alternativa, anche se questo significa mandarlo da un tuo concorrente. Dimostra che ti interessa davvero trovare una soluzione ai loro problemi e non solo fare soldi.<br />
<strong>Pubblica tu Stesso</strong></p>
<p><strong>Creati un luogo dove pubblicare</strong> regolarmente le tue risorse, le tue conoscenze (<a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/04/27/mobile_instant_messaging_social.htm">Twitter</a>, un <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2009/03/23/creare_un_blog_le_migliori_piattaforme_di.htm">blog</a>, una pagina o un gruppo di <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/06/27/social_networking_guida_introduttiva_a.htm">Facebook</a>,<a href="http://www.tumblr.com/">Tumblr</a>, <a href="http://claimid.com/">ClaimID</a>, etc&#8230;)</p>
<p>Condividi liberamente le tue conoscenze grazie a questi nuovi strumenti di comunicazione invece di cercare di farti bello. Questo dimostrerà al tua attitudine a condividere le conoscenze e a collaborare con gli altri. In questo modo i tuoi potenziali clienti otterranno una dimostrazione del tuo impegno in quel settore specifico. Inoltre mostrerai la tua volontà di trovare una soluzione ai problemi!</p>
<p><strong>Condivi non soltanto il tuo flusso di dati</strong> (risultati di una ricerca, <a href="http://digg.com/">Digg</a>, bookmark, link) = informazioni, ma anche il tuo network di contatti e risorse fidate e di valore = persone.</p>
<p><strong>Riconosci Quando Abbandonare</strong></p>
<p><strong>Se non hai</strong> quello di cui hanno bisogno i tuoi clienti e quello che fanno i tuoi concorrenti, lascia che i tuoi clienti sappiano. Loro te ne saranno grati e se ritorneranno un&#8217;altra volta avrai guadagnato la loro fiducia.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Alimentaria: Un&#8217;esperienza &#8220;Transnazionale&#8221;.</title>
		<link>http://www.lenstrategy.com/iftsagro/blog/2010/03/alimentaria-unesperienza-transnazionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 16:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contenuti del corso]]></category>
		<category><![CDATA[Esame]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing e Dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[Di ritorno da Barcellona, dove il mio gruppo di corsisti è stato mandato in occasione di Alimentaria, ci è stato chiesto di redigere una relazione sulle tecniche di comunicazioni B2B riscontrabili in fiera.
Ecco il mio lavoro(mancante ahimè di tutto il materiale fotografico &#8211; sembravo una reporter all&#8217;assalto&#8230;).
Spero possa essere uno spunto per molte riflessioni riguardante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di ritorno da Barcellona, dove il mio gruppo di corsisti è stato mandato in occasione di Alimentaria, ci è stato chiesto di redigere una relazione sulle tecniche di comunicazioni B2B riscontrabili in fiera.<br />
Ecco il mio lavoro(mancante ahimè di tutto il materiale fotografico &#8211; sembravo una reporter all&#8217;assalto&#8230;).</p>
<p>Spero possa essere uno spunto per molte riflessioni riguardante le tecniche di promozione e marketing nei contesti fieristici.</p>
<p>Proue</p>
<p align="center"><em>Relazione Transnazionalità</em></p>
<p align="center"><em>Alimentaria 25-26 Marzo 2010</em></p>
<p>Alimentaria,<br />
Salòn Internacional de la Alimentacìon y Bebidas,<br />
si posiziona tra le principali fiere del settore in Europa. Essa ospita ben 75 Paesi, 4000 imprese, di cui 1200 internazionali, leader nella fabbricazione e nella distribuzione di alimenti.<br />
Il salone è visitato mediamente da circa 130.000 acquirenti internazionali provenienti da 155 Paesi del mondo.<br />
L’accesso è consentito esclusivamente a professionisti del settore alimentare ed è vietato l’ingresso ai consumatori finali.  E’ quindi un tipico esempio di comunicazione <strong>Business to Business </strong>(B2B), ovvero da Azienda ad Azienda.<br />
Alimentaria a Barcellona è parte (e principale protagonista) di Alimentaria Exhibitions, una serie di eventi fieristici nel settore alimentare improntati e finalizzati allo scambio culturale e commerciale tra i Paesi europei.<br />
Assieme ad Alimentaria, a circa due mesi di distanza, a Barcellona si tiene anche Bta. Barcelona tecnologìas de la alimentacìon, che è una fiera dedicata alla tecnologia, strumentazioni e macchinari per il Food and Beverage.<br />
Dello stesso staff organizzativo sono anche Alimentaria Mercosur &amp; Restaurama, Barcelona Degusta, Alimentaria &amp;Horexpo-Lisboa ed Alimentaria Mexico, spalmate durante il restante periodo dell’anno.</p>
<p><strong>La struttura</strong></p>
<p>La fiera è composta da padiglioni settoriali raggruppati in aree monopiano a seconda del prodotto pubblicizzato.</p>
<p>I padiglioni sono 14:</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Congelexpo/">Congelexpo</a>: Prodotti congelati</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Expobebidas/">Expobebidas</a>: Bevande analcoliche, acque minerali, birra, sidro e mosto</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Expoconser/">Expoconser</a>: Conserve &amp; semilavorati</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Intercarn/">Intercarn</a>: Carni e prodotti simili</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Interlact/">Interlact</a>: Latte &amp; prodotti caseari</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Olivaria/">Olivaria</a>: Olio di oliva</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Interpesca/">Interpesca</a>: Frutti di mare, ittica e prodotti ittici di allevamento</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Intervin/">Intervin</a>: Vini e liquori</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Multiproducto/">Multiproducto</a>: Prodotti alimentari in genere</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Mundidulce/">Mundidulce</a>: Dolci, biscotti &amp; confetteria</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Restaurama/">Restaurama</a>: Alimenti &amp; prodotti e servizi per l’ospitalità</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/">Ecological</a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/"> &amp; </a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/">Organic</a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/"> </a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/">Food</a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/"> &amp; </a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Ecological--Organic-Food/">Vegefruit</a> : Mostra di prodotti alimentari ecologici ed organici</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Autonomous-Communities-Pavilion/">Autonomous</a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Autonomous-Communities-Pavilion/"> </a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Autonomous-Communities-Pavilion/">Communities</a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Autonomous-Communities-Pavilion/"> </a><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/Autonomous-Communities-Pavilion/">Pavilion</a>: Partecipazioni di groppo dalle Comunità Autonome Spagnole</p>
<p><a href="http://www.alimentaria-bcn.com/en/Alimentaria-2010/The-Shows/International-Pavilion/">International Pavilion</a>: Partecipazioni dall’Estero</p>
<p>I padiglioni sono suddivisi come abbiamo visto in base alla tipologia di prodotto (o del gruppo di prodotti),<br />
e non vi è ulteriore suddivisione in base alla tipologia dell’azienda o alla tipologia del mercato.</p>
<p>Principale spazio ed importanza vengono ovviamente dedicati agli alimenti di origine spagnola, ed a tutte le tipicità alimentari del Paese  (Olio d’oliva, Carni e Salumi, Prosciutto Iberico, Formaggi tipici etc.),<br />
ma la strutturazione dei padiglioni non penalizza affatto la partecipazione di gruppi provenienti da altri Paesi del mondo,  provvedendo ad una ripartizione equa dell’area a disposizione.</p>
<p>Non mancano le novità alimentari e particolari commistioni sensoriali (torrone da spalmare come se fosse una marmellata, fumetto per risotti in lattina, cotognino proposto a fette come se fosse un insaccato, da cui riprende texture e colori), ed altre originali proposte.</p>
<p><strong>Gli Stand</strong></p>
<p>I padiglioni sono posizionati in maniera non lineare, dato che l’area si estende in tutti e quattro i lati; non esistono percorsi obbligati per camminare lungo gli stand, il visitatore è libero di zigzagare ovunque voglia e di tornare indietro in qualsiasi momento: questo a volte porta il rischio di saltare delle aree o delle “facciate”.</p>
<p>La fiera prevede una suddivisione esclusivamente in base all’area settoriale a cui appartiene il prodotto, a prescindere dalla specificità organolettica o di tipologia ultima. Inesistente anche una differenziazione di origine geografica, il che permette un continuo avvicendarsi di prodotti e culture che rende il percorso piuttosto eterogeneo ma decisamente poco noioso.</p>
<p>Quanto allo “stile” degli stand, come era prevedibile non c’è un filo rosso che lega uno stand agli altri, ogni azienda è assolutamente libera di esprimere al meglio il proprio prodotto con le strategie e le tattiche che ritiene più opportune.</p>
<p>Soluzione questa funzionale alla diversità dei Paesi espositori e dei prodotti, una linea guida avrebbe smorzato e livellato le capacità espressive e comunicative di ogni singolo espositore oltre che avrebbe portato a problemi non indifferenti di coordinazione tra tutti e, particolare rilevante, delle pretese economiche probabilmente non sostenibili da tutti gli espositori.</p>
<p>Discorso a parte merita l’organizzazione di congressi e conferenze che si sono tenuti durante il periodo di apertura della fiera, e che hanno interessato per lo più il settore</p>
<p>Ricerca, Sviluppo ed Innovazione.</p>
<p>Si sono avuti interventi di studiosi e specialisti sulla Dieta Mediterranea e un Premio Internazionale per il Miglior Packaging dell’anno 2010</p>
<p>… ma anche il mondo della cucina, con competizioni tra giovani cuochi emergenti e nuovi metodi di cottura, e progetti internazionali per la promozione di joint venture in tutto il mondo.</p>
<p><strong>Presentazione prodotti</strong></p>
<p>Per i prodotti che lo consentivano si è voluto dare grande spazio al cuore del prodotto, oltre che al packaging o a elementi pubblicitari aggiuntivi.<br />
Biscotti, affettati, formaggi  erano presentati in quasi tutti i contesti anche senza confezioni o cellophane, un modo per permettere ai visitatori di testarne colori sapori e profumi, come si conviene ad un prodotto alimentare.</p>
<p>Molti stand comunque hanno optato per originali mini eventi all’interno stesso degli stand, molti dei quali trasformati in mini bar-longue  (per molte bevande c’erano tavolini con design molto curati, uno stand aveva addirittura una  mini piscina con tanto di modelli-bagnanti sulle sdraio).<br />
Altri proponevano mini concorsi a premio, al posto della classica degustazione.<br />
Altri ancora si sono lasciati andare all’ambientazione retrò e scenografie etniche, con hostess in costume che offrivano il prodotto ai passanti e gentilmente si offrivano per fotografie (l’importante era farle in modo che il brand fosse ben visibile …)</p>
<p>Molte aziende hanno insistito molto sul concetto di “naturale”, esponendo scenografie composte da verdura fresca e colorata in cassette in stile contadino. Sono stati anche proposte scenografie che riprendono interni di cucine, con tanto di fornelli e pentolame a vista, dove cuochi illustravano modalità d’uso dei prodotti.<br />
Altro elemento che ha marcato lo stile di molti stand è stato la “Salute”, che ha dato vita a design minimal e dai colori bio (legno a vista, carta non trattata etc.).  Un trend questo riscontrabile nelle ultime esigenze dei consumatori, sempre più attenti al mangiar sano ed all’alimentazione bio.<br />
<strong>Tecniche di Comunicazione</strong></p>
<p>Tutti gli stand presenti ai padiglioni avevano a disposizione brochure complete di doppia tipologia,  una contenenti informazioni riferite all’azienda, complete di storia, peculiarità, vision, mission e core business;  l’altra specifica dei prodotti esposti, con schede dettagliate di ogni prodotto, racchiuse in cartelle dedicate.  Grande utilizzo di monitor video, alcuni con audio di sottofondo, scelta probabilmente poco azzeccata per le difficoltà acustiche dovute al brusio degli ospiti e a difficoltà di interpretazione della lingua. Alcuni stand invitavano piccoli contest di degustazione, della durata di circa un quarto d’ora ciascuno, accompagnati da piccoli ricettari cartacei. (Carinissima l’idea del ricettario con calamita da appendere al frigorifero di un’azienda di frutti di mare). Nel padiglione Multiproducto, una azienda nota anche in Italia,<br />
la Kellog’s, ha pensato di creare una mini area nell’area dove, oltre a servire una selezione di cereali in ciotoline con latte fresco, distribuiva piccoli <strong><em>libretti gioco </em></strong>per bambini e ragazzi (consapevole della totale assenza degli stessi, dato che la fiera era aperta a visitatori oltre i 16 anni di età).<br />
Lodevole la coerenza con il suo prodotto, consumato per la sua grande maggioranza da un target diverso da quello presente all’evento.  Nota: I libricini sono scomparsi comunque, nel giro di un paio di ore.</p>
<p>Altro elemento di promozione molto utilizzato sono state le sportine semirigide di cartoncino o plastica, qualcuna di stoffa. Erano preparate a portata di mano con il materiale promozionale cartaceo (brochure e biglietto da visita di solito), spesso all’interno era presente un campione gratuito di prodotto, per lo più le novità dell’anno o prodotti in fase di lancio.<br />
Questo elemento promozionale, “copiato” dalle conferenze stampa per i giornalisti, è uno di quelli che passa indenne l’uscita della fiera, essendo utilizzato per trasportare il materiale cartaceo raccolto, e molto spesso, se esteticamente carino e di materiale molto resistente (plastica o stoffa), viene riutilizzato anche a prescindere dalla fiera o tenuto come ricordo, perpetrando la funzione promozionale dei loghi e delle informazioni stampatevi sopra.</p>
<p>Un approfondimento particolare, data la nazionalità di chi scrive questa relazione, deve esser data ad aziende che propongono prodotti accostabili alle tipicità italiane.<br />
Uno stand spagnolo, dalle splendide scenografie boschive, promuoveva numerosi tipi di funghi (compresi i tanto amati porcini).<br />
Uno stand dalle scenografie  completamente in alluminio rosso  promuoveva conserve di pomodoro rigorosamente “Made in China.” L’ultimo degno di nota era completamente blu,  un blu dai parmigiani perfettamente riconoscibile,  e promuoveva un brand di paste alimentari turche, con contrasti (voluti?) di giallo e celeste sfumato.</p>
<p>Ma l’Italia non è rimasta a guardare e si è presentata con consorzi e marchi istituzionali affiancati da brand già molto forti nell’export.<br />
E’ il caso quest’ultimo della Granarolo e della Auricchio e,  per i primi, dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Campania,  e del Consorzio di tutela dei salami della Calabria.</p>
<p><strong>Personale di Contatto</strong></p>
<p>Molti espositori si sono dotati di personale  di contatto, per lo più hostess immagine, pochi gli elementi maschili.  Per il contatto diretto e per lo scambio di informazioni erano disponibili uno o due elementi probabilmente impiegati dell’azienda in questione, tutti o quasi disponibili a parlare in lingua inglese elementare.<br />
Molti operatori standisti erano disposti a rilasciare informazioni o materiale informativo più approfondito soltanto dietro consegna del proprio biglietto da visita. In caso contrario si limitavano a segnare i dati della persona interessata e dell’azienda di riferimento, con la promessa di inviare materiale multimediale in un secondo momento.</p>
<p><strong>Osservazioni Personali</strong></p>
<p>L’esperienza nel suo complesso è stata parecchio edificante ma secondo una opinione personale, un giorno solo non è sufficiente per studiare e comprendere a pieno le dinamiche di un evento di importanza ed estensione così alta.<br />
Probabilmente per gli addetti al settore il discorso è leggermente diverso in quanto è presumibile che le aziende interessate ad un particolare settore non abbiano il tempo né l’interesse a visitare ed intessere rapporti in tutti e 14 i padiglioni della fiera.<br />
E’ un peccato comunque che una volta entrati in fiera non si possa godere, anche solo per curiosità e/o cultura personale, di tutti gli altri padiglioni in esposizione.<br />
A mio parere infatti la fiera non deve essere solo  vista come punto di incontro tra domanda e offerta e di scambi commerciali, ma anche come un fruttuoso spunto per idee ed elementi innovativi da adattare alle proprie specifiche esigenze di comunicazione.</p>
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		<title>Swappiamo??!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 14:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Adorni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sì, avete letto bene, ho scritto: SWAPPIAMO!! Ma che cosa è lo SWAP?
Tranquilli non sto parlando dello swap finanziario, nè di informatica, bensì di moda!! 
Lo Swap altri non è che una specie di baratto&#8230; Diciamo che detto così fa molto cool e figo, ma in realtà è solo uno scambio che avviene tra persone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, avete letto bene, ho scritto: SWAPPIAMO!! Ma che cosa è lo SWAP?<br />
Tranquilli non sto parlando dello swap finanziario, nè di informatica, bensì di moda!! <img src='http://www.lenstrategy.com/iftsagro/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Lo Swap altri non è che una specie di baratto&#8230; Diciamo che detto così fa molto <em>cool</em> e <em>figo</em>, ma in realtà è solo uno scambio che avviene tra persone, principalmente del sesso femminile, per rimpinguare gli armadi di nuove <em>mise</em> da sfoggiare, evitando di farli scoppiare! Li chiamano swap party!!<br />
Ne parlo perchè mi piace cogliere il cambiamento del comportamento di acquisto del consumatore di oggigiorno e di come, in fase di ristrettezze economiche, riesca a superare la crisi con una certa nonchalance.</p>
<p>Funziona così.<br />
Fase 1: porti il capo di vestiario che non ti interessa più e versi una quota di iscrizione, di solito attorno ai 50 euro.<br />
Fase 2: una giuria di esperti valuta le condizioni del tuo vestito o accessorio che vuoi vendere e ti dà un corrispettivo in <em>buoni</em> (es. gettoni colorati)<br />
Fase 3: con questi buoni tu puoi &#8220;acquistare&#8221; uno o più capi che altre persone vogliono barattare!<br />
Fase 4: la soddisfazione di un vestito nuovo a costo zero! O almeno così viene percepito!</p>
<p>In America questo tipo di commercio alternativo, se così vogliamo chiamarlo, esiste da ben 13 anni!!<br />
Qui da noi in Italia, invece, le tendenze arrivano sempre dopo.<br />
Lo scopo di tale idea è consumare in modo ecosostenibile, senza sprechi.<br />
Se la cosa vi ha incuriosito visitate: <a title="Atelier del Riciclo" href="http://www.urbanswaparty.it/index.php">atelieredelriciclo</a>; <a title="Swap club italia" href="http://www.swapclub.it/wordpress/">swapclub italia</a> ; <a href="http://www.iloveshopping.bo.it/">iloveshopping.bo.it</a> e <a href="http://www.barattiamo.org/">barattiamo</a>.<br />
Ci sono anche dei gruppi su facebook come ad esempio: <a href="http://www.facebook.com/#!/swapclubitalia?ref=ts">Swap party &#8211; i love swap party</a>.</p>
<p>Questa nuova tendenza mi fa venire in mente cosa c&#8217;era prima di &#8220;alternativo&#8221; e cioè: <a title="e-bay" href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-bay">e-bay</a>. La più nota asta on line.<br />
E- bay, quando nacque, aprì gli orizzonti sia alle imprese, che ai privati.<br />
Poter vendere on line era veramente innovativo e il fatto che potessero vendere sia aziende che privati, alquanto democratico.</p>
<p>E oggi, che sembra iniziare a dilagare la swap mania, noto che anche le aziende cominciano a darsi da fare e a rivalutare l&#8217;usato&#8230;<br />
Un nome su tutti? <em><a href="http://www.elenamiro.com/it/">Elena Mirò</a></em> che in occasione dei suoi 25 anni di vita dà il 25% di sconto su un nuovo acquisto se si porta un capo vecchio.<br />
Ottima trovata&#8230; Almeno aiuta le persone meno fortunate di noi!!! Lo scopo è sicuramente dei più nobili, ma chissà se però convenga!<br />
Meglio lo swap party!! E&#8217; più divertente!!!</p>
<p>Articolo disponibile anche sul <a title="Blog di Chicaline" href="http://www.chicaline.wordpress.com">Blog di Chicaline</a></p>
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		<title>Guerriglia Marketing 4: Il Teaser</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed ecco a voi un altro piccolo grande stratagemma del marketing moderno, una campagna o annuncio pubblicitario progettato per creare curiosità attorno ad un prodotto di cui viene omesso il nome, e che verrà rivelato in una campagna o annuncio successivo, instaurando un clima di interesse quasi “preparatorio” per chi ne viene a conoscenza prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ecco a voi un altro piccolo grande stratagemma del marketing moderno, una campagna o annuncio pubblicitario progettato per creare curiosità attorno ad un prodotto di cui viene omesso il nome, e che verrà rivelato in una campagna o annuncio successivo, instaurando un clima di interesse quasi “preparatorio” per chi ne viene a conoscenza prima di sapere l’oggetto di cui si parla.<br />
Dunque signori e signore vi presento il teaser, o meglio a presentarvelo è una signorina che si spoglia per strada…</p>
<p>Ma andiamo con ordine.<br />
Qualche tempo fa ho letto di una spettacolare campagna di comunicazione ideata per un negozio di Berlino.<br />
Per l’apertura del suo nuovo store questo brand ha sparpagliato per le strade principali della città con dei cartelloni pubblicitari.<br />
E fin qui niente da dire.<br />
Questi cartelloni però sono stati posizionati in modo davvero strategico, la ragazza che appare sui cartelloni è vestita di tutto punto, un poco ammiccante, girata quasi del tutto di spalle.<br />
Ma basta fare qualche centinaio di metri nella direzione giusta, volutamente non indicata dal cartello, per ritrovare, se siamo fortunati, un secondo cartello, del tutto simile al primo, ma la cui ragazza appare senza un elemento del suo abbigliamento iniziale.<br />
E la cosa continua così, curiosa e stimolante, più si và avanti, nella direzione giusta si direbbe, più la maliziosa ragazzetta appare denudata di altri capi.<br />
Fino a quanto possiamo spingerci?<br />
Fino a quanto ci concederà l’avvenente figura in carta e colori?<br />
Quanto basta per scoprire uno dei completi della nuova collezione del brand.<br />
Perché è proprio così, la direzione giusta è in effetti quella che porta dai cartelloni allo store, un negozio di lingerie.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.stylosophy.it/img/_strip-tease-lingerie.jpg" alt="" width="300" height="199" /><br />
Insomma, la creatività del team di marketing è riuscita a stimolare la curiosità (e delle innate fantasie…) di potenziali acquirenti facendoli giocare semplicemente ad una caccia al tesoro, davvero ben architettata, seppur nella sua disarmante semplicità.<br />
Grandissimo colpo a mio avviso, e non perché sia tremendamente di parte.<br />
Proue</p>
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		<title>Guerriglia Marketing 3. I Guerriglia Stores</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guerriglia Guerriglia Guerriglia
Che stia diventando una ossessione?
Da quando lo conosco lo vedo/sento proprio dappertutto.
Ebbene ieri ero ad una chic-osissima conferenza sulla storia del Costume, e un marchio tra i protagonisti elogiati e coccolati dal relatore (divino…) era Comme des Garçons, fashion brand giapponese che pare stia impazzando tra i patiti di stile nel mondo.
Non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guerriglia Guerriglia Guerriglia</p>
<p>Che stia diventando una ossessione?<br />
Da quando lo conosco lo vedo/sento proprio dappertutto.</p>
<p>Ebbene ieri ero ad una chic-osissima conferenza sulla storia del Costume, e un marchio tra i protagonisti elogiati e coccolati dal relatore (divino…) era Comme des Garçons, fashion brand giapponese che pare stia impazzando tra i patiti di stile nel mondo.<br />
Non mi dilungo a parlare del marchio, che tra l’altro, alla luce della conferenza di ieri, prende a piene mani, direi quasi spudoratamente, da una nostra stilista degli anni &#8216;30, al secolo Elsa Schiapparelli, ma vi parlo di quanto la  bambolina superstilosa che crea questa linea abbia capito come “eventizzare” la sua moda e far parlare di sé.</p>
<p>La stilista giappo, proprio  in questa concezione, i suoi guerriglia stores, dal 2004, antesignana di una corrente markettara/filosofica del “massimo risultato con il minimo sforzo”.</p>
<p>I Guerriglia stores di Rey Kawakubo sono in realtà luoghi non deputati che si trasformano, ma solo al loro interno, in temporary stores che propongono la nuova linea.<br />
E non si cambia neanche troppo l’interno, se proprio la vogliamo dire tutta, lasciando e riutilizzando con fantasia i (pochi) attrezzi trovati sul posto.<br />
Altra caratteristica dei Guerriglia Stores della casa è l’assoluta assenza di insegne, o di indicazioni per trovare questi stores, che non sono neanche lontanamente oggetto di campagne di comunicazione.<br />
Lo trovi? Bene, sei fashion.<br />
Non lo trovi? Hai perso una occasione unica.</p>
<p>I suoi quindi risultano essere veri e propri stores urbani ossasionali, che sembrano (e occhio al “sembrano”) improvvisati, e che, dopo un periodo di tempo, cui non è dato sapere, spariscono così come sono comparsi.<br />
Esempio emblematico, la cui fonte è il caro relatore,  una macelleria americana che, secondo testimonianze, per una decina di giorni è diventato Comme des Garçons stores: neanche il tempo per i fortunati di avvertire la propria cerchia di fashion victim della scoperta di questo posto, che accorsi in loco questi han ritrovato una macelleria.</p>
<p>C’è chi parla di rimando al Giappone postatomico, con le sue strutture non strutture ed il filone dell’essenziale, c’è chi lo giustifica con la voglia di sfondare la distribuzione regolare contro la schematicità del mondo Nipponico.</p>
<p>Ma noi ormai siamo Guerriglia Marketing Hunters, e certe cose proprio non ci possono sfuggire.</p>
<p>Curiosi? Esaltati? Eccovi il video esempio, in attesa della prossima, succulenta, case history!</p>
<p>Proue</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GHcqdX9ZB0Y">Comme Des Garcon Guerrilla Store Grand Opening Berlin</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
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		<title>Guerriglia Marketing 2. Un caso sui generis.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se è vero che, come definisce Wikipedia, il  Guerriglia marketing è:   “una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l&#8217;utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull&#8217;immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali,” &#8230;
&#8230;. allora oggi vi racconto un caso che ho deciso di definire di &#8220;guerriglia marketing  sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che, come definisce Wikipedia, il  Guerriglia marketing è:   “una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l&#8217;utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull&#8217;immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali,” &#8230;<br />
&#8230;. allora oggi vi racconto un caso che ho deciso di definire di &#8220;guerriglia marketing  sui generis&#8221; nel mio palazzo.</p>
<p>Mi spiego meglio:<br />
oggi torno a casa, e mentre mi accingo a salire le scale, l’occhio mi cade, come al solito, sulla cassetta della posta. Dalle scale non posso capire cosa sia, ma il solo fatto che nella finestrina si intraveda qualcosa mi fa deviare il percorso.<br />
Più mi avvicino alla cassetta della posta più l’oggetto al suo interno prende forma.<br />
Una busta bianca, discreta, innocua, che non ha la forma delle bollette.<br />
Mentre raggiungo la cassetta il pensiero che sia una lettera di un amico mi solleva.<br />
Finalmente giungo, apro, ed estraggo la lettera.<br />
Ad una osservazione successiva mi accorgo che non porta mittente (accipicchia), tanto meno il destinatario (hmh…).<br />
Ma sollevo la linguetta, che non è incollata, e apro il foglio al suo interno: una mezza  facciata di foglio protocollo scritta a mano. Da quanto tempo non leggevo qualcosa di scritto a mano&#8230;<br />
Ebbene ragazzi, non potete immaginare.</p>
<p>Provate ad indovinare chi mi ha scritto?<br />
Una certa signora Pina (Si firma alla fine della lettera, con tanto di cognome).<br />
Niente di strano, chi non consoce una signora Pina?<br />
Niente di strano se non fosse che la signora Pina mi invita  a riflettere sull’esistenza o meno di un destino predeterminato ed a partecipare ad un discorso pubblico…<br />
Avete capito bene, la signora Pina in realtà è un’appartenente ad una delle religioni più diffuse in Italia, di quelle i cui membri girano e bussano casa per casa per cercare di convertire il mondo, con determinazione, dolcezza, purtroppo a volte un tantino di ottusità.<br />
Ma non ne hanno colpa, del resto la fede è ottusa, è un dato di fatto.<br />
Tornando dall’out alla signora Pina, vi prego di riflettere sui mezzi e gli strumenti che ha utilizzato:</p>
<p>Il luogo: la cassetta della posta<br />
- la cassetta della posta (che oggi è tornata un contenitore abbastanza intimo e serio, da quando le amministrazioni comunali si sono inventate il “porta pubblicità condominiale” separato.<br />
Nella cassetta della posta troviamo per lo più informazioni riservate (bollette), servizi che abbiamo esplicitamente richiesto (riviste o altro in abbonamento) e corrispondenza personale.</p>
<p>Il mezzo: una lettera<br />
- la lettera è quanto di più personale si possa pensare di ricevere.<br />
La busta bianca, il foglio preso da un quaderno, stimola ricordi e sensazioni che gli A4 e gli stampati non permettono più.</p>
<p>Lo strumento: la scrittura a mano<br />
- alzi la mano chi non ha  difficoltà a scrivere qualcosa a mano. Chi non ha completamente perso l’abitudine a prendere la penna in mano, chi non sorride davanti ad un testo di un bambino, pulito, ordinato, ma quasi “vivo”.</p>
<p>Insomma, che la signora Pina lo abbia fatto o meno apposta, ha egregiamente abbattuto, piano piano, senza dare troppo nell’occhio, tutti i paletti che la mia esperienza, il moderno modo di fare pubblicità e il bombardamento mediatico, con il passare del tempo mi avevano fatto alzare necessariamente.<br />
<strong><br />
La sua informazione è passata per intero, senza fastidio, senza risentimento e senza farmi credere di aver perso del tempo cedendogliene.<br />
</strong><br />
In ogni caso la signora è finita, questo sicuramente non l’ha fatto apposta, in uno studio sul marketing.</p>
<p>Non mi resta che apprezzare il suo lavoro e farle i complimenti perché:<br />
- se la sua è stata un’idea  spontanea, tanto di cappello perché la sua pubblicità ha trovato una destinataria.<br />
- se la sua è stata una idea freddamente architettata, tanto di cappello perché ha capito come “fregarmi”.</p>
<p>Proue</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce: Area Studenti LEN!!</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 11:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Adorni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Alfieri]]></category>
		<category><![CDATA[area studenti LEN]]></category>
		<category><![CDATA[Geom. Alfieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao ragazzi!!
Innanzitutto buon 2010 a tutti!! Vi auguro un anno fantastico e ricco di soddisfazioni.
Anno nuovo, iniziative nuove!!
Il nostro Geom. Alfieri, una mente in continuo femento, ha creato un gruppo su linkedin LEN 2.0. A questo è legato un sottogruppo AREA STUDENTI LEN che servirà a noi e avoi per parlare discutere e confrontarci!!
Se siete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi!!<br />
Innanzitutto buon 2010 a tutti!! Vi auguro un anno fantastico e ricco di soddisfazioni.<br />
Anno nuovo, iniziative nuove!!<br />
Il nostro Geom. Alfieri, una mente in continuo femento, ha creato un <a title="Gruppo LEN" href="http://www.linkedin.com/groups?gid=2611537&amp;trk=hb_side_g">gruppo su linkedin LEN 2.0</a>. A questo è legato un sottogruppo AREA STUDENTI LEN che servirà a noi e avoi per parlare discutere e confrontarci!!<br />
Se siete interessati iscrivetevi sia al gruppo principale che al sottogruppo&#8230;<br />
E poi non dimenticate che linkedin è un ottimo mezzo per farsi trovare!!</p>
<p>Stefania</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Aziende Italiane e Social Network</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa parlavamo di Social Network e l’utilizzo degli stessi da parte delle aziende a scopi per lo più pubblicitari.
Essendo internet la mia fonte principale di ispirazione questa mattina mi sono messa in testa di recuperare del materiale per confrontare i vari “esperimenti” di aziende italiane in quest’ottica.
Un modo come un altro per dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa parlavamo di Social Network e l’utilizzo degli stessi da parte delle aziende a scopi per lo più pubblicitari.<br />
Essendo internet la mia fonte principale di ispirazione questa mattina mi sono messa in testa di recuperare del materiale per confrontare i vari “esperimenti” di aziende italiane in quest’ottica.<br />
Un modo come un altro per dare un po’ di fiducia alle realtà imprenditoriali nazionali e non accodarmi per una volta al coro di chi critica l’Italia perché è sempre un passo indietro.<br />
Ebbene: un blog, proprio come questo, mi ha aperto un mondo nuovo.<br />
Si chiama Tsw.it e raccoglie le segnalazioni da parte di utenti che hanno scovato casi di utilizzo di social network  e blogging da parte di imprese italiane di dimensioni medio-grandi.<br />
Si tratta quindi di realtà che hanno fatturati sensibili e che, si immagina, non puntino ai social network con il solo obbiettivo di ottenere aumenti di entrate.<br />
 L’elenco che ho trovato su questo blog purtroppo è aggiornato a fine Maggio del 2008 ma i marchi inseriti credo siano rappresentativi di uno spaccato dell’imprenditoria italiana, essendo appartenenti a molteplici tipologie di prodotto, inclusi anche molti servizi.<br />
C’è di tutto davvero, dalle case automobilistiche (alfa Romeo o Ferrari), all’abbigliamento (Diesel, Benetton, Coin), alle agenzie immobiliari (Gruppo Toscano) alle associazioni no-profit (FAI) ed emittenti radiofoniche e televisive (Rai, Radio dee Jay, Sky) e l’elenco potrebbe andare avanti per molto.<br />
I social network più utilizzati sono senza dubbio Facebook e Youtube, ma non mancano Flickr, Second Life, Twitter e Blog personali (personali intesi come “fatti da persone”, non certo “intimi”…).<br />
Gli esempi che ho elencato qui sopra si riferiscono alla creazione di pagine e spazi da parte delle aziende stesse, a cui resta la gestione ed il potere decisionale ultimo.<br />
Caso diverso invece quello delle pagine e dei contenuti “user generated” ovvero create e gestite da utenti semplici, non legati in alcun modo all’azienda di cui, in un certo senso diventano portavoce, nel bene o nel male.<br />
A quanto pare anche questo ambito, per quanto nato per pura passione di degli utenti finali, è diventato degno di interesse e speculazione.<br />
Sul sito zoopa.com, una piattaforma di User Generated Adversiting è possibile per le stesse aziende approfittare e spronare questo andazzo di gente che ha tempo e voglia (oltre che le capacità creative) per osannare i propri prodotti preferiti.<br />
In questo sito infatti le aziende interessate possono aprire dei contest in cui invitare gli utenti a realizzare spot video, grafiche, banner pubblicitari, spot radio oppure scrivendo una sceneggiatura. Per i più bravi ci sono in palio delle somme in denaro.<br />
Sembra un po’ un mix tra concorso ed un engagement, ma pare che la cosa susciti parecchio interesse da parte di realtà anche ben posizionare sul mercato: il sito infatti cita  TomTom, Nestlè, MINI, Best Western, Invicta, ENEL, Agos, Citroen, Rai.tv, Pago come clienti soddisfatti.<br />
Insomma, per questa volta sto buona, sembra che qualche scossone all’Italia sia arrivato, in termini di idee innovative. Si sta avvicinando il momento in cui chi và a cercare il mondo all’estero finalmente si ricorda di portarne un pezzetto in Patria?</p>
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		<title>Guerriglia Marketing</title>
		<link>http://www.lenstrategy.com/iftsagro/blog/2009/12/guerriglia-marketing/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 16:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Proudence</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato spiegato molto seriamente dalla prof.ssa di Comunicazione pubblicitaria, ma è riuscito a far sorridere di cuore la prof.ssa di Inglese.
Parlo del Guerrilla Marketing, una &#8221; forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l&#8217;utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull&#8217;immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato spiegato molto seriamente dalla prof.ssa di Comunicazione pubblicitaria, ma è riuscito a far sorridere di cuore la prof.ssa di Inglese.<br />
Parlo del Guerrilla Marketing, una &#8221; forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l&#8217;utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull&#8217;immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali&#8221; (scopiazzo da Wikipedia.it).<br />
Un giornale che amo molto, FOCUS, questo mese ci ha scritto un bell&#8217;articolo sopra, in collaborazione con Elisabetta Pittana, copywriter di una notissima agenzia di pubblicità a Roma.<br />
Con un certosino lavoro di Addobe Fine Reader vi riporto l&#8217;articolo qui sotto e, se la paginetta vi ha stimolato la curiosità, in fondo troverete una video raccolta di guerriglia marketing postata su Youtube.</p>
<p>Approfitto, data la mancata ultima lezione dell&#8217;anno, per fare a tutti gli auguri di serene festività.</p>
<p>All&#8217;anno prox<br />
Proue</p>
<p>Articolo estratto da FOCUS n. 207 – gennaio 2010</p>
<p> </p>
<p>CHI è?<br />
&lt;&lt;Migliaia di perso­ne lo sognano, ma nessuno sa chi sia. Su Inter­net si moltiplicano le teorie sulla sua identità. E il mondo gli da la caccia». Così il quotidiano <em>La Stampa </em>dava notizia, lo scorso ottobre, di un fenomeno nuovo e misterioso. Ogni notte, nel mon­do, milioni di persone sognereb­bero la stessa persona: un uomo che nessuno conosce ma che, dalle descrizioni, appare avere le stesse caratteristiche. Linea­menti morbidi, capelli corti (con un probabile riporto sulla nuca), labbra sottili e sopracciglia folte e congiunte. Nessuno sa come si chiami o da dove venga, ma tutti &#8211; si dice &#8211; continuano a vederlo in sogno.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>•</strong><strong> Da New York al mondo</strong></p>
<p>Il fenomeno è stato segnalato la prima volta dal quotidiano tedesco <em>Bild: </em>nel 2006, scriveva, una donna di New York aveva raccontato al suo psichiatra di avere fatto un sogno con un uo­mo bizzarro. L&#8217;uomo del sogno tornava tutte le notti per darle consigli sulla sua vita. Era così ossessionata che ne fece un ri­tratto e lo lasciò sulla scrivania del medico. Nei giorni successi­vi, quel disegno catturò l&#8217;atten­zione di altri pazienti che rive­larono di avere sognato lo stesso uomo. Ben presto, lo psichiatra contattò alcuni colleghi e scoprì che la faccia dello sconosciuto aveva animato il sonno di mi­gliaia di persone nel mondo.</p>
<p>Poco dopo nacque un sito, this-man.org (dall&#8217;inglese &#8220;questo uomo&#8221;), dove tuttora si chiede ai visitatori: &#8220;Avete mai sogna­to quest&#8217;uomo?&#8221; e si cercano spiegazioni al fenomeno.<br />
Alcu­ni ipotizzano che il volto dello sconosciuto sia un&#8217;immagine-archetipo: farebbe cioè parte di un bagaglio culturale inconscio comune a tutti gli uomini, nel quale sono racchiuse tutte le esperienze della nostra specie.<br />
Altri, invece, ritengono che l&#8217;uo­mo sia l&#8217;incarnazione dei sogni. C&#8217;è anche chi crede che sia un essere umano capace di introdursi nella mente degli altri per manipolarla. E c&#8217;è chi pensa che possa essere il volto di Dio.</p>
<p><strong>Ma se non ci si lascia prendere da facili entusiasmi e, pi</strong><strong>ù prosaic</strong><strong>amente, si <em>va </em>ad accertare l&#8217;in­testatario del sito, si scopre che thisman.org </strong><strong>è registrato da Andrea Natella, direttore creativo di un&#8217;agenzia di Roma specializ­zata in &#8220;guerrilla marketing&#8221;.</strong><strong><em> </em></strong></p>
<p> </p>
<p><strong><em> Campagne d&#8217;assalto</em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p>«II guerrilla marketing <em>(v. Focus </em>n° 175) è una strategia di pubblicità non convenzionale» dice Elisabetta Pittana, copywri­ter dell&#8217;agenzia di pubblicità Ar­mando Testa a Roma. «Invece di comprare inserzioni su stampa, radio e tv, riesce ad avere visi­bilità sui media senza pagare ma suscitando tanta curiosità o scalpore da essere notata dai giornalisti ed essere pubblicata come notizia».</p>
<p>Un&#8217;altra agenzia romana spe­cializzata in questo genere di attività, e che si chiama appunto &#8220;guerrillamarketing.it&#8221;, ha crea­to diverse campagne riuscite. Per il ciclo di <em>Jurassic Park </em>ha disposto per le strade di Milano, Roma e Napoli una serie di coproliti: enormi escrementi (finti) di di­nosauri. Per un programma tv di Discovery Channel, sono stati applicati adesivi speciali negli urinatoi dei locali più trendy di Milano e Roma: gli adesivi mostravano il logo del programma solo quando si faceva pipì.</p>
<p>«La regola d&#8217;oro del guerrilla marketing è spendere poco e ottenere molto» dice Arnald, copywriter della rete creativa WorldWildWeb. «L&#8217;obiettivo è ottenere spazio sui media, senza pagare un centesimo. La scorsa estate avevamo ideato una cam­pagna per sollevare interesse sul tema delle morti sul lavoro. Abbiamo steso un manichino sulla spiaggia libera di Ostia e l&#8217;ab­biamo coperto con un lenzuolo. In un cartello accanto si poteva leggere: &#8220;Senza la giusta prote­zione, sul lavoro ci lasci la pel­le&#8221;. Era volutamente scioccante: infatti il sito di Repubblica.it ha parlato di noi e altri l&#8217;hanno se­guito. Volevamo regalare questa campagna alla CgU, ma non ci hanno nemmeno risposto. Con 100 euro abbiamo guadagnate 50.000 euro di spazi».<br />
Il termine guerrilla marketing è stato coniato dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson, che nel 1984 ne fece il titolo di un libro, diventato poi la Bib­bia del settore.</p>
<p> </p>
<p><strong>Streghe, Ufo e banditi</strong><strong> </strong></p>
<p>Uno dei primi esempi di que­sta tecnica è la leggenda me­tropolitana lanciata in Rete nel 1999, e poi ripresa dai giornali, in cui si raccontava di 4 cinea­sti scomparsi in una foresta del Maryland 5 anni prima e di cui</p>
<p>- si diceva &#8211; erano state ritrovate le drammatiche riprese.</p>
<p>Poco tempo dopo, uscì al cine­ma il film The <em>Blair Witch Project</em> <em>- </em>Il <em>mistero della strega di Blair. </em>Era un horror costato 500.000 dollari: grazie al battage pubblicitario, fruttò quasi 250 milioni di dolla­ri ai botteghini.</p>
<p>«Come molte altre categorie del marketing, &#8220;guerrilla&#8221; è in realtà un&#8217;etichetta appiccicata a posteriori a una tecnica che è sempre stata usata, più o meno consapevolmente» spiega Pittana. «In fondo, anche le mani­festazioni di piazza sono una forma di guerrilla marketing».</p>
<p>In Italia, il guerrilla marketing è arrivato nei primi anni 2000, sulla scia di &#8220;beffe mediatiche&#8221; sperimentate sotto il nome col­lettivo Luther Blissett. Alcuni componenti di Luther Blissett diedero poi vita a Roma a &#8220;guerrigliamarketing.it&#8221;, la prima agenzia italiana ad avere ap­plicato la strategia nel mercato italiano.</p>
<p>Con risultati notevoli:  nel­l&#8217;estate del 2001 apparvero, nel parcheggio dell&#8217;Aquafan di Riccione, 3 cerchi di 2 metri di dia­metro l&#8217;uno. Subito si scatenò tra gli ufologi e sui giornali l&#8217;ipotesi di un atterraggio extraterrestre. Era invece una campagna di promozione turistica commis­sionata a guerrigliamarketing.it dal Comune: &#8220;Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra&#8221; era lo slogan. Secondo una ricerca della Facoltà di Scienze della Co­municazione di Roma il valore dell&#8217;operazione, a costo zero, ri­sultò stimabile in 200.000 euro.</p>
<p> </p>
<p><strong>Cattivo gusto?</strong><strong> </strong></p>
<p>Non sempre, però, l&#8217;effetto è quello desiderato. Un caso con­troverso è stata la campagna di Sky a supporto della serie <em>Ro­manzo criminale, </em>ispirata alle ge­sta della banda della Magliana, gruppo fuorilegge attivo a Roma negli anni &#8216;80. Per lanciare la se­rie tv, furono piazzati davanti al Palazzo della Civiltà italiana di Roma alcuni busti che riproducevano 4 appartenenti alla banda. L&#8217;operazione suscitò l&#8217;intervento del sindaco Gianni Alemanno che la definì «un&#8217;operazione di cattivo gusto». «Ciò che carat­terizza il guerrilla marketing è la dimensione di viralità: crea interesse in chi ne viene a cono­scenza, scatenando il desiderio di informare altri» continua Pittana. «La notizia, quindi, si dif­fonde in maniera esponenziale, come un virus. Anche grazie a un alone di mistero: il marchio non viene svelato subito, per te­nere viva la curiosità».</p>
<p> </p>
<p><strong>Statistica dei creduloni</strong><strong> </strong></p>
<p>Dunque, anche &#8220;l&#8217;uomo dei sogni&#8221; è un esempio, senz&#8217;altro tra i più riusciti, di guerrilla marketing. Ma che cosa intende promuovere? L&#8217;agenzia che ha registrato il sito thisman.org, contattata da Focus, non ha con­fermato né smentito nulla.</p>
<p>«Prima che si diffondesse il guerrilla marketing, avrei defi­nito questa campagna una burla diffusa via Internet, come i famo­si &#8220;bonsai kitten&#8221; (un finto sito che vendeva &#8220;gattini bonsai&#8221; in bottiglia, <em>ndr)» </em>conclude Pittana. «Oggi, però, il fatto che il domi­nio thisman.org sia intestato a un&#8217;agenzia di guerrilla non mi stupisce.<br />
Anche se questa campagna non fosse stata ideata per lanciare un prodotto, sarebbe comunque un&#8217;ottima operazio­ne autopromozionale: l&#8217;agenzia di marketing mostra che riesce a far parlare di sé. Ma l&#8217;uomo dei sogni potrebbe anche essere un &#8220;esperimento sociale&#8221;, ideato per vedere quante persone cre­dono a una leggenda metropolitana.&gt;&gt; Se le cose stanno così, o <em>se </em>si tratti di una beffa globale, dovremmo scoprire presto  come andrà a finire.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Zu6Z91lJieE"></a></p>
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